VACCINI ANTIALLERGICI:
Le domande più frequenti

Con la collaborazione di

Dr. Domenico Gargano
UNITÀ OPERATIVA DI ALLERGOLOGIA E IMMUNOLOGIA CLINICA
Azienda Ospedaliera San Giuseppe Moscati – Avellino

Dr. Marcello Zambito
U.O. SPECIALISTICA AMBULATORIALE DI ALLERGOLOGIA
ASP 6 Palermo

Il vaccino antiallergico, più propriamente detto “ immunoterapia ipo-sensibilizzante specifica” consiste nella somministrazione, per iniezione o in gocce sotto la lingua, di quantità crescenti delle sostanze, dette allergeni, che sono responsabili dei sintomi dell’allergia.

La progressiva somministrazione degli allergeni “abitua” l’organismo a tollerarli e di conseguenza si riducono i sintomi dell’allergia ed il consumo di farmaci. Inoltre impedisce la progressione e l’aggravamento della malattia ed il comparire di nuove allergie.

Quelle da pollini, polvere di casa, peli di animali, muffe, che possono causare l’asma, il raffreddore e la congiuntivite allergica e in più l’allergia alle punture di api e vespe. Non esistono attualmente vaccini per l’allergia alimentare.

Il più precocemente possibile: a partire dai 4 anni di età nei bambini ma anche dopo i 60 anni negli adulti, se non vi sono controindicazioni. (v. risposta n° 6)

Per i pollini va iniziato almeno due mesi prima della stagione del polline in questione, mentre per gli allergeni presenti tutto l’anno come la polvere di casa, gli animali o le muffe, qualunque momento va bene.

Il vaccino è sconsigliato in caso di malattie del sistema immunitario (malattie autoimmuni o deficit immunologici) o ematologiche. In generale è controindicato in presenza di malattie gravi. Anche l’asma non controllata è una controindicazione al vaccino.

La durata minima in genere è di tre anni; a meno di situazioni particolari, generalmente non si va oltre i 5 anni.

In genere è sconsigliato iniziare il vaccino durante la gravidanza ma se la paziente è già in terapia col vaccino all’inizio della gravidanza si può decidere di proseguire, sotto il controllo del Medico Specialista.

In genere è sconsigliato iniziare il vaccino durante la gravidanza ma se la paziente è già in terapia col vaccino all’inizio della gravidanza si può decidere di proseguire, sotto il controllo del Medico Specialista.

Il trattamento con il vaccino riduce i sintomi allergici ed ha anche il vantaggio di impedire che dal raffreddore si possa passare all’asma, cosa che si può verificare con frequenza. I farmaci curano solo il sintomo e il loro effetto termina con la sospensione dell’assunzione, mentre i benefici clinici dei vaccini si mantengono per anni anche dopo la sospensione del trattamento.

In linea di massima si può dire che tutti e due sono efficaci. Non esistono studi che hanno confrontato direttamente le due vie di somministrazione.

In genere il vaccino sublinguale dovrebbe essere somministrato a stomaco vuoto e sempre nello stesso momento della giornata. È sconsigliato assumere il vaccino prima, durante o dopo uno sforzo fisico intenso. In caso di somministrazione di due vaccini, è preferibile assumerli in due momenti diversi della giornata (Es. mattino e sera).

In generale durante episodi acuti con febbre sarebbe meglio sospendere per qualche giorno il vaccino. In ogni caso è opportuno consultare il proprio medico prescrittore.

Se si tratta solo di pochi giorni non succede nulla. Nel caso esso venga sospeso per 2 o più settimane la ripresa del vaccino sarà fatta con una dose più bassa dell’ultima somministrata. In generale, dopo un’interruzione di 2 mesi si consiglia di riprendere il vaccino dall’inizio. Anche in questo caso è comunque opportuno consultare il medico prescrittore.

I vaccini contengono le sostanze a cui il paziente è allergico, quindi possono dare reazioni, che in genere sono simili ai sintomi dell’allergia (prurito, starnuti, asma). Queste reazioni sono di solito modeste, soprattutto per la terapia sub-linguale. Come precauzione, i pazienti che fanno il vaccino per iniezione devono fermarsi per mezz’ora nello studio del Medico dopo l’iniezione stessa.

In genere non vi sono controindicazioni alla pratica di vaccinazioni di altra natura, ma è preferibile lasciare un certo intervallo di tempo tra una vaccinazione e l’altra.

Il vaccino deve essere prescritto da un Medico specialista. Viene ordinato direttamente all’Azienda farmaceutica produttrice, che provvederà a prepararlo e spedirlo al domicilio del paziente. Nelle Regioni con rimborso, il vaccino è prescritto e ordinato direttamente dalle strutture ospedaliere, che poi provvedono a consegnarlo al paziente.

Dipende dalle Regioni. In alcune di queste vi è la completa o parziale rimborsabilità del vaccino, in altre il costo è completamente a carico del paziente ma deducibile come spesa sanitaria.

Una volta aperto, il flacone del vaccino deve essere conservato in frigorifero nella sua confezione originale. Non deve essere congelato e soprattutto non deve essere esposto a temperature elevate. Vi sono inoltre dei vaccini che possono essere tenuti a temperatura ambiente e comunque ad una temperatura non superiore ai 25°C.

È preferibile che la scheda per il riordino del vaccino, timbrata dal prescrittore, venga spedita alla metà del penultimo flacone in modo da avere la sicurezza che la consegna avvenga senza ritardi.

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