Il sesamo, così come la soia, è uno di quegli allergeni nascosti che stanno provocando un aumento di intolleranze alimentari anche nei Paesi occidentali. Ricavato da una pianta che non fa parte della nostra agricoltura, il seasamum indicum , è originario di Africa ed Asia e consumato in eccesso può provocare reazioni immunologiche per la presenza di quattro proteine: Ses I1, Ses I2, Ses I3 e Bet v1.

Sappiamo che il sesamo viaggia a cavallo del sushi e che è usato per ricoprire i prodotti da forno ma si può trovare nascosto anche in altri alimenti: per esempio, viene polverizzato nella preparazione delle panature (panini, cotoletta alla milanese etc, bastoncini e crochette di carne o verdure, verdure impanate etc) mangiate al bar, al ristorante o confezionate.

Il sesamo è anche alla base di molte cucine etniche che negli ultimi anni si sono diffuse anche nelle nostre città. Dai semi di sesamo si ricava una crema che viene servita come condimento per il kebab e i falafel. Nella cucina giapponese, lo ritroviamo nel gomasio, negli onigiri (polpette di riso e pesce crudo) o la zuppa di mais. Infine, nelle erboristerie e nei negozi di articoli biologici, possiamo trovare l’ olio di sesamo, venduto sia per uso alimentare che a scopo curativo.

 

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